Ottica Locarno

Sguardo stanco e occhiaie: 9 consigli per valorizzare i tuoi occhi

La salute dei nostri occhi va mantenuta in primis con un buon occhiale, da vista o da sole, ma anche con una serie di buone abitudini. Gli smartphone, i pc, gli ambienti chiusi che contengono aria secca ma anche i ritmi lavorativi stressanti, lo smog e gli eccessi che ci concediamo non ci aiutano per niente a mantenere il nostro sguardo in perfetta forma.

I disagi della vista possono diventare davvero fastidiosi, che si tratti di occhi secchi, gonfi e stanchi oppure delle inestetiche occhiaie.

 

E dunque, abbiamo raccolto 9 consigli che possono tornarvi utili:

1. E luce sia!

Se hai solo bisogno di riportare la luminosità sul tuo viso prediligi colori vivaci, montature leggere e un tocco di… brillantezza.  

2. Giù le mani dagli occhi!

Le occhiaie derivano dalla condizione dei vasi capillari presenti vicino alle orbite che a causa dell’età e di alcune cattive abitudini possono diventare fragili. Quando questi capillari si rompono rilasciano minuscole quantità di sangue che si raccolgono nei tessuti creando delle micro ecchimosi.

Sfregare gli occhi andrebbe a danneggiare ulteriormente i capillari fragilissimi. Per trovare sollievo è sufficiente rinfrescarli con dell’acqua fresca.

3. Freddo, non ti temo!

L’aria calda diretta sul viso non fa bene alle vostre occhiaie, se siete abituati a viaggiare in auto con il riscaldamento acceso, abbandonate questa abitudine. In generale le temperature alte non fanno bene ai capillari, ad esempio quando fate un bagno caldo o una doccia saranno sufficienti 37 gradi.

 

4. Stop agli eccessi

Alcolici e cibi piccanti sono vaso dilatatori e così come il fumo, possono danneggiare i capillari. Se proprio non riuscite a farne a meno moderatene il consumo.

5. Se non puoi eliminarle, nascondile

Per curare e migliorare i difetti dei nostri occhi occorre un po’ di tempo, cosa fare dunque in attesa di avere uno sguardo perfetto? Comportarsi come una diva, ovvero nascondere tutto dietro grandi occhiali da sole.

6. Colora la tua dieta

Un’alimentazione sana fa bene al tuo corpo ma anche alla tua vista. I cibi top sono frutta e verdura, cereali integrali e oli ricchi di elementi nutritivi, come l’olio extravergine d’oliva. Per insaporire i vostri piatti usate lo zafferano che, proteggendo la retina, previene i danni causati dall’invecchiamento. Mangiate molti mirtilli, che migliorano la microcircolazione a livello oculare e la visione notturna. Consumate spesso le carote, che grazie al betacarotene che si trasforma in vitamina A, sono fondamentali per la salute della retina.

 

 

7. Potere del te!

Per sgonfiare il contorno occhi e affievolire la presenza delle nostre amiche occhiaie il consiglio è di porre due bustine di tè usate sopra i vostri occhi per una decina di minuti. I vostri occhi ne gioveranno!

 

8. E’ solo un trucco!

Scegliere il make up per nascondere le occhiaie o illuminare il nostro viso non è così semplice. Gli esperti consigliano di coprire le occhiaie con prodotti dalle tonalità rosse che contrastino con il loro colore verdognolo e violaceo. Una volta coperte queste brutte ombre bisognerebbe passare un correttore illuminante sul contorno occhi e per rinfrescare e illuminare lo sguardo possiamo apporre un ombretto luminescente, una goccia di olio iridescente oppure del semplice ombretto bianco vicino all’angolo interno e contornare anche la rima inferiore delle sopracciglia in modo da allargare ulteriormente lo spazio.

9. Rivolgiti ad un esperto!

I problemi relativi agli occhi non vanno mai sottovalutati. Che siano di natura dermatologica o oftalmica, i consigli di un esperto sono il miglior rimedio per la vostra salute.

Invece per quanto riguarda lo stile puoi affidarti ai nostri consulenti e medici. Sono a tua disposizione per aiutarti a scegliere il modello che più si abbina al tuo volto.

Alla prossima!

Cosa Fare Col Prurito Alle Orecchie?

Il prurito alle orecchie è una fastidiosa quanto irrefrenabile sensazione di voler grattare il condotto uditivo che può interessare una o entrambe le orecchie. Il primo istinto è di voler infilare qualunque cosa nell’orecchio e finalmente grattarsi, un comportamento sbagliatissimo. Bisogna chiarire che il prurito alle orecchie, o a un solo orecchio, non è una patologia ma un sintomo e solo la visita da uno specialista può accertare la causa all’origine della voglia di grattarsi l’interno dell’orecchio. Ci sono dei palliativi in grado di donare sollievo dal prurito ma solo risolvendo il disturbo che l’ha causato lo si può eliminare del tutto.

Da cosa è causato il prurito alle orecchie?

All’origine del prurito alle orecchie possono esserci diversi fattori scatenanti, di natura più o meno lieve. Una delle cause più frequenti è un’infezione, accompagnata solitamente da infiammazione, ossia dal gonfiore e dall’arrossamento dell’orecchio. Le infezioni all’orecchio più comuni sono le otiti esterne, anche note come otiti del nuotatore (perché causate dalla stagnazione dell’acqua nell’orecchio), oppure il mal di gola, la varicella o le micosi; ma per accertare e curare uno di questi disturbi è necessaria una visita otorinolaringoiatra. Altre origini del prurito alle orecchie possono essere le desquamazioni dovute agli eczemi; possono essere causati da allergie scatenate dall’uso di determinati cosmetici, detergenti o dai materiali dei bijoux da orecchio.

Come alleviare il fastidio?

Una volta accertata la patologia che ha dato origine al prurito alle orecchie, si può procedere alla relativa strada per la guarigione. Contro le infiammazioni da infezione, occorre eliminare il disturbo che l’ha causata e, dietro suggerimento di uno specialista, per l’orecchio potrebbero rivelarsi utili delle creme cortisoniche o antifungine oppure rimediare all’allergia con degli antistaminici. Rimedio naturale per trovare sollievo dalla voglia di grattarsi? Instillare con un contagocce una soluzione a temperatura ambiente di olio di oliva o di aloe vera, che doneranno un piacevole alleviamento dall’insopportabile prurito.

I rimedi per eliminare il catarro dalle orecchie nei bambini

Un ambiente correttamente umidificato ed un maggiore apporto di liquidi sono tra i principali rimedi per eliminare il catarro dalle orecchie.

Come identificare la presenza di catarro nelle orecchie dei bambini

Le alterazioni della mucosa dell’orecchio medio sono quelle tipiche dell’infiammazione con arrossamento, sfaldamento dell’epitelio ed essudato sieroso che spesso si raccoglie in piccole quantità, senza occupare totalmente la cassa del timpano. La presenza di catarro nell’orecchio medio determina una sensazione di pienezza auricolare, riduzione della capacità uditiva, autofonia, e acufeni. Normalmente non è presente febbre.

La causa principale della presenza del catarro nelle orecchie sono le otiti catarrali, da ricondurre all’azione di batteri o virus sostenuti spesso da fattori soggettivi (età, stato immunitario) e fattori locali (particolare conformazione dell’orecchio medio, ipertrofia adenoidea, struttura della tuba di Eustachio, diatesi allergica, malformazioni del palato).

La visita specialistica assume primaria importanza, in quanto alcune forme possono decorrere in maniera asintomatica e, oltre al possibile danno uditivo, il bambino può andare incontro a una riduzione o ritardo dell’apprendimento scolastico.

Sarà compito del medico, dopo la visita, effettuare la diagnosi con conseguente terapia. L’accertamento si avvale della visione diretta del condotto uditivo e della membrana del timpano (otoscopia) che può apparire arrossata e retratta, e dell’esecuzione di esami strumentali (audiometria e timpanometria) che confermano la presenza di catarro.

Catarro nelle orecchie dei bambini: come eliminarlo

Per la terapia si ricorre all’utilizzo di mucolitici per via generale, immunomodulatori, vaccini anticatarrali e antiallergici. Lavaggi nasali con soluzione fisiologica o con acqua di mare sterile facilitano la respirazione nasale e l’areazione dell’orecchio medio. La terapia aerosolica con mucolitici e cortisonici specifici, che si può effettuare a casa con macchine a uso domestico, può facilitare il drenaggio del catarro e liberare l’orecchio medio e la tuba. Solo in particolari condizioni (febbre, dolore intenso o sospetto di trasformazione in otite purulenta) si ricorre all’uso di antibiotici da utilizzare per almeno una settimana.

In caso di persistenza del catarro, la terapia termale trova indicazione primaria ripristinando la permeabilità tubarica e il trofismo della mucosa. La crenoterapia modifica in modo favorevole le condizioni tissutali e umorali di questi stati infiammatori o disreattivi acuti, cronici o recidivanti della mucosa rinofaringea, della tuba e dell’orecchio medio. Le acque termali che trovano corretta applicazione nella terapia del distretto otorinolaringoiatrico, sono principalmente le sulfuree che esplicano un’azione anticatarrale, antisettica, antiflogistica oltre ad una azione antiallergica. Le insufflazioni endotubariche o il politzer, eseguite mediante semplicissimo cateterismo tubarico, si basano sullo stesso principio dell’humage (gas sulfureo liberato dal gorgogliamento di aria nell’acqua termale). Lo scopo è quello di ripristinare la pervietà della tuba ostruita da muco, liberare l’orecchio medio dal catarro e ripristinare la pressione nell’orecchio medio, che deve essere in equilibrio con la pressione esterna. L’insufflazione è di solito preceduta dalla inalazione caldo-umida e seguita da aereosol e nebulizzazioni, sempre con acqua termale solfurea.

Nei casi di fallimento di tutte le opzioni mediche, l’adenotomia talvolta associata a tonsillectomia, in caso di evidente ipertrofia adenoidea, può determinare una risoluzione del problema.
Controversa invece è la paracentesi evacuativa – una procedura medico-chirurgica che consiste nella perforazione con un ago od un trequarti, di cavità organiche ripiene di essudato e trasudato – seguita da apposizione di drenaggio trans timpanico, sia per l’evoluzione spontanea benigna e il miglioramento netto verso la pubertà dell’otite media catarrale, sia per la frequenza di insuccessi di tale pratica chirurgica.

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Consulenza professionale per l’udito per bambini

Un udito sano è enormemente importante proprio per i bambini perché durante il tempo della crescita vengono messi i fondamenti per lo sviluppo seguente. Nei primi anni, il bambino impara le basi della comunicazione umana, si appropria di conoscenze e inizia a pensare autonomamente. In questa importante fase, l’udito è indispensabile per il processo di apprendimento. Sono le orecchie che creano il collegamento con l’ambiente e influenzano la percezione del bambino. Un buon udito è decisivo per la vita futura.

Così come negli adulti, anche nei bambini non è sempre facile riconoscere le menomazioni dell’udito. Ci sono bambini che compensano abilmente la carenza con la loro intelligenza e capacità di adattamento. Un trattamento precoce aumenta le possibilità di successo. Se si sospetta un’ipoacusia, è quindi importante rivolgersi immediatamente a uno specialista con un’ulteriore formazione specifica per i bambini. Nei nostri centri offriamo una consulenza competente e gratuita da parte di un audioprotesista infantile.

Estate e udito: consigli utili per proteggere le tue orecchie e i tuoi apparecchi acustici

L’estate è finalmente arrivata e con lei giornate soleggiate, il clima caldo e la maggiore umidità. Per difenderci dal caldo cerchiamo ombra e beviamo molta più acqua per idratarci. Usiamo creme per proteggerci dai raggi solari e dalle fastidiosissime zanzare.

Ma facciamo anche qualcosa per proteggere il nostro udito?

In questo periodo dell’anno, alcune patologie come l’orecchio del nuotatore e l’otite hanno una maggiore incidenza, visto che siamo più spesso esposti ad acqua fredda e umidità che le causano.

Per prevenire queste patologie, l’ideale è usare i comuni tappi per le orecchie, la soluzione meno costosa e facile da trovare. I tappi possono essere una buona protezione anche in occasioni di concerti all’aperto o discoteche e soprattutto durante i giochi pirotecnici che allietano la maggior parte delle feste patronali estive.

Anche gli apparecchi acustici sono a rischio durante il periodo estivo.

Se li indossi, è possibile che si verifichino problemi di elettricità statica se all’esterno è umido. L’umidità può entrare nelle aperture degli apparecchi acustici più facilmente dei liquidi, determinando un mal funzionamento degli stessi.

Gli apparecchi acustici si possono danneggiare se esposti al calore, al sudore e all’acqua. Anche i bruschi cambiamenti di temperatura possono causare condensa che compromette il corretto funzionamento dei dispositivi audioprotesici.

E’ consigliato quindi l’utilizzo delle custodie e delle asciugatrici elettroniche per salvaguardarne il corretto funzionamento.

Diversi produttori stanno attualmente utilizzando una forma di nano-rivestimento che ricopre sia i componenti interni, che il dispositivo esterno per protegge l’intero apparecchio dall’umidità. Agisce come repellente al liquido e aiuta a mantenere la funzionalità dei dispositivi.

I danni possono provocare una qualità del suono distorta o debole, una durata della batteria ridotta e una funzionalità intermittente.

Consigli Utili

 

E’ consigliato soprattutto nel periodo estivo togliere gli apparecchi acustici quando ti alleni all’aperto, se piove o se il clima è estremamente caldo.

Di notte, apri lo sportello della batteria per eliminare l’umidità.

Quando non li indossi, conservali in una custodia protettiva adatta, lontano dalla luce solare diretta e evita di lasciarli in luoghi umidi o eccessivamente caldi come il cruscotto dell’auto.

Rimuovi gli apparecchi acustici prima di fare la doccia, nuotare o qualsiasi attività in cui potrebbero bagnarsi; anche la crema solare che contiene oli, li può danneggiare. Quindi applica lozioni o spray solo prima di indossare gli apparecchi acustici e assicurarsi che siano completamente assorbiti e asciutti prima di usarli nuovamente.

 

L’estate dovrebbe essere divertente e non stressante.

Se segui i nostri suggerimenti trascorrerai un’estate senza preoccupazioni, piena di suoni e sole.

 

Le differenze tra amplificatore ed apparecchio acustico

Spesso quando si parla di ausili acustici, si commette l’errore di pensare che amplificatore ed apparecchio acustico siano due strumenti dotati delle stesse funzioni, ma non è così.

L’amplificatore acustico

L’unica funzione dell’amplificatore acustico è quella di “amplificare il suono” e lo fa in maniera assolutamente indiscriminata, senza tenere conto del grado di sordità della persona che lo utilizza e della tipologia di suono. L’amplificatore acustico, infatti, si limita soltanto ad alzare o abbassare qualsiasi tipo di suono, dalle parole ai rumori, proprio come fa una televisione o uno stereo. In questo modo, l’amplificatore, se indossato a lungo, anziché migliorare l’udito rischia di danneggiarlo seriamente. Infatti, i tempi di utilizzo consigliati dalle case produttrici è di qualche ora.

L’apparecchio acustico

L’apparecchio acustico, invece, funziona in maniera differente perché si può indossare praticamente tutta la giornata ed è un ausilio programmato tramite PC da un audioprotesista, il quale tiene in considerazione diversi fattori: tipologia e grado di perdita uditiva, stile di vita del paziente e anatomia dell’orecchio. L’amplificazione con l’apparecchio acustico, avviene solo quando c’è bisogno, quindi durante le conversazioni potrebbero essere enfatizzate le parole, mentre i rumori di fondo, soprattutto i più fastidiosi, vengono smorzati. Con l’utilizzo dell’apparecchio acustico si entra in un percorso di riabilitazione uditiva, dove pian piano si riacquisisce la possibilità di percepire i suoni perduti.

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allergia e udito

Allergia primaverile e calo d’udito

Con l’arrivo della primavera e il clima più mite, arriva, purtroppo, anche l’allergia primaverile!

I sintomi più comuni sono: raffreddore, congestione nasale, cefalea, prurito e dolore al naso, alla gola e anche alle orecchie.

Questi sintomi variano di intensità in base a differenti fattori:

  • l’eta (le allergie ai pollini, infatti, iniziano a manifestarsi in modo più intenso durante l’adolescenza);
  • periodi di fioritura della pianta a cui si è intolleranti oltre che ai tempi e alle modalità di esposizione al polline.

La manifestazione clinica più frequente dell’allergia primaverile è ovviamente l’ostruzione nasale; e questa, come sappiamo, si ripercuote inevitabilmente sull’apparato uditivo, infatti, in caso di rinite allergica, si manifestano spesso anche otalgia (dolore alle orecchie) e cali d’udito.

Anche se l’immunoterapia ha fatto progressi, non esiste ancora una cura definitiva per l’ allergia primaverile: esistono solo farmaci e rimedi sufficienti ad alleviare i possibili fastidi.

7 Consigli utili per limitare i sintomi dell’allergia primaverile

 Oltre all’utilizzo dei farmaci e antistaminici idonei, gli esperti consigliano di:

  • evitare di tenere fiori freschi in casa;
  • chiudere quando possibile porte e finestre;
  • non fumare e non respirare fumo passivo
  • fare spesso la doccia e lo shampoo, per eliminare i pollini dal corpo e dai capelli;
  • pulire di frequente i filtri del condizionatore in auto e settare il riciclo aria interna;
  • indossare occhiali da sole abbastanza grandi da proteggere degli occhi;
  • evitare di recarsi in zone particolarmente erbose, boscose o dove si stanno compiendo lavori di giardinaggio;

Cinque cose sull’ipoacusia che tutti dovrebbero conoscere

È difficile spiegare che cosa significhi trovarsi in una condizione di ipoacusia — la mancanza di chiarezza nella conversazione, la sensibilità ai rumori forti, il senso di stanchezza che deriva dal pesante tentativo di comunicare. Si tratta di una disabilità invisibile che viene spesso fraintesa, sottovalutata o addirittura ignorata – a volte anche dalle persone che ti sono più vicine. Ma può avere un grande impatto sulla tua vita, e sulla vita di quelli che ti amano.

Queste sono le cinque cose sull’ipoacusia che tutti dovrebbero conoscere.

1. L’ipoacusia stanca.

Quando ci si trova in una condizione di perdita dell’udito, ascoltare significa fare fatica. È difficile da capire per chi ha un udito normale, perchè per la maggior parte delle persone è praticamente automatico ascoltare e capire.

Il miglior modo che io conosca per spiegarlo è ricorrere all’esempio del gioco “La ruota della fortuna”. Si leggono alcune lettere, altre lettere non ci sono. Il concorrente (o nel nostro caso l’ascoltatore) cerca di dare un senso ai suoni incompleti che sta ascoltando, e trasforma poi questi suoni in una parola o in una frase che abbia senso nel contesto della conversazione. Non è per niente facile, soprattutto dal momento che la conversazione non si arresta mentre tu stai facendo questa operazione extra.

2. Non sono stupido e non sono maleducato.

È vero, potrei a volte rispondere in modo poco appropriato a domande o non capire lo scopo di una conversazione, ma non sono stupido. Ho semplicemente frainteso ciò che hai detto. E se non rispondo al tuo saluto o al tuo “mi scusi” tra i banchi del supermercato, non è perchè ti sto ignorando. È semplicemente perchè non ho sentito.

3. Gli apparecchi acustici non funzionano come gli occhiali.

Le lenti trasformano immagini sfuocate in qualcosa di nitido e chiaro, riportando alla normalità quanto stai osservando. Ma con gli apparecchi acustici, non è la stessa cosa. Gli apparecchi acustici amplificano i suoni, ma questo li rende solo più alti di volume, non necessariamente più nitidi o più chiari. Gli apparecchi acustici non differenziano i suoni, per cui, oltre ad alzare i suoni della conversazione, vengono amplificati anche i rumori di sottofondo come il ronzio del freezer o del condizionatore. Questo può rendere veramente difficile sentire in certe situazioni!

4. Non c’è bisogno che tu parli per me.

Non sono un bambino, nè un invalido. Se qualcuno mi chiede qualcosa e io non ho capito, per favore ripeti in modo tale che possa rispondere io. Fare altrimenti è offensivo e umiliante.

5. Alcuni trucchi che possono aiutare molto.

Mettiti di fronte a me quando mi parli e mantieni visibili le tue labbra. Non parlarmi da un’altra stanza e assicurati di avere la mia attenzione prima di cominciare a parlare. Io voglio sentire quello che mi dici e sto cercando di fare del mio meglio. Se seguirai queste regole, capirò che anche tu starai facendo lo stesso.

Calo udito dopo il raffreddore

Spesso un semplice accumulo di catarro in seguito ad un banale raffreddore può provocare un calo d’udito.

Autunno, inverno e primavera sono le stagioni in cui si può facilmente incappare in un banale raffreddore o in quella forma di otite, clinicamente definita catarrale, che comporta l’accumulo di catarro nel condotto uditivo. Il calo dell’udito dopo il raffreddore è una condizione di per sé abbastanza comune e priva di conseguenze, ma ad ogni modo poco gradevole a causa della sua lunga durata. Analizziamone insieme origini e rimedi.

Perché si può verificare un calo dell’udito dopo il raffreddore

Con l’accumulo di catarro nelle vie respiratorie superiori, condizione che si verifica anche in occasione di un semplice raffreddore, è possibile che la mucosa della cavità nasale e della faringe, nonché l’apertura della tromba di Eustachio, siano oggetto di infiammazione. Si parla, in tal caso, di raffreddore e di otite catarrale. Al fine di evitare sgradevoli complicazioni, è indispensabile evitare di soffiarsi il naso in modo eccessivamente violento. Così facendo, si ostacola, infatti, l’ingresso nella cavità timpanica di virus e batteri che potrebbero infiammare le mucose, provocando la chiusura parziale o totale dell’apertura che si collega alla tromba di Eustachio ed ostacolando la ventilazione della cavità timpanica. E’ questo il processo che si colloca all’origine del calo dell’udito dopo il raffreddore.

Rimedi classici e alternativi per il calo dell’udito post-raffreddore

Il calo dell’udito dopo il raffreddore o in seguito ad otite catarrale è un’evenienza abbastanza comune, destinata a rientrare nei normali parametri nel giro di circa due settimane. Tuttavia, è opportuno rivolgersi ad un medico specialista otorinolaringoiatra che, dopo un’attenta visita, possa prescrivere un’adeguata terapia, solitamente a base di antibiotici e/o cortisonici. Anche l’omeopatia, con i suoi rimedi naturali, può venire in soccorso in caso di calo dell’udito dopo raffreddore. L’utilizzo della Pulsatilla, da applicare direttamente in loco, soprattutto quando l’orecchio si presenta rosso e gonfio, è risultato molto efficace. Silicea e Chamomilla svolgono un’azione molto simile alla Pulsatilla, caratterizzandosi inoltre per una funzione antidolorifica.

Fonte: Amplifon.com